Questa pagina è stata scritta da studenti di filosofia del linguaggio come manuale di pronto soccorso per gli studenti che non hanno ancora studiato logica. Lo scopo e' avere un rapido prontuario per leggere le formule logiche che compaiono spesso nei testi di filosofia. La pagina vuole essere un aiuto immediato alla lettura delle formule (del tipo: nessun panico), prima ancora che uno studente abbia avuto il tempo di leggere una introduzione alla logica o seguire un corso di logica (entrambe le cose vivamente raccomandate per ogni studente che voglia dedicarsi alla filosofia).
In estrema sintesi, la logica è una scienza autonoma
che
studia i metodi e i princì più usati nel distinguere i
ragionamenti corretti da quelli scorretti. Per Aristotele la logica
è la scienza che riguarda gli enunciati che possono essere veri
o falsi. In una
parola la logica si occupa della relazione di "conseguenza logica",
cioe'
analizza come nel ragionamento si puo' preservare la verita' (se un
ragionamento ha premesse vere ed e' corretto portera' a conclusioni
vere).
Da Aristotele e gli stoici a Leibniz si sono usati in logica simboli
per proposizioni e termini. Durante il nostro secolo ( più
esattamente da Boole e Frege in poi ), la logica si è servita di
un linguaggio artificiale molto più ampiamente che nel passato.
Qui ci limitiamo a mostrare in modo elementare e intuitivo come si
leggono alcune formule del linguaggio logico di base.
Così per convenzione si indicano le proposizioni semplici (o atomiche) con le lettere dell'alfabeto a partire da p in poi (p, q, r, etc.) ; così, ad esempio:
Le cose si complicano quando ci troviamo di fronte a proposizioni composte (o molecolari), cioè scomponibili in più proposizioni semplici, ad esempio di questo tipo :
Si può notare che le proposizioni composte sono composte
con
connettivi proposizionali (e, o, se...allora,...). Per questo si
puo' considerare anche la (4) una proposizione composta: essa contiene
infatti un commettivo proposizionale ("non"). Come formalizzare
tali proposizioni? Introducendo simboli dei connettivi
proposizionali
(cioè le particelle e, o, se, non, se e solo se); vi
sono
diversi simboli usati nella letteratura logica; per semplicità
grafica
noi useremo queste corrispondenze:
| non | - |
| e | & |
| o | v |
| se...allora | -> |
| se e solo se | <-> |
- p & q
- r v s
- m -> n
- - p
I valori di verità delle proposizioni possono essere calcolati con il semplice metodo delle tavole di verità o matrici.
NEGAZIONE : (se p è vero, - p è falso; se p è
falso, - p è vero)
| p | - p |
| V | F |
| F | V |
Ci sono diverse possibilità di combinazione dei valori di
verità;
se prendiamo ad esempio due proposizioni, abbiamo 16 possibili
combinazioni
di valori di verità (che corrispondono a 16 possibili connettivi
bi-argomentali). Diamo qui di seguito l'indicazione delle tavole di
verità
dei connettivi piu' usati nei formalismi logici correnti.
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | |||
| P | Q | P v Q | P -> Q | P<->Q | P&Q | |||||||||||||
| V | V | V | V | V | V | V | F | |||||||||||
| V | F | V | V | F | F | F | F | |||||||||||
| F | V | V | V | V | F | F | F | |||||||||||
| F | F | V | F | V | V | F | F |
Nelle prime due colonne (non segnate da numeri) abbiamo le quattro
possibili
combinazioni di valori di verita' di P e Q (possiamo pensarle come le
quattro
situazioni possibili rispetto all'accadere e non accadere di P e Q).
Sotto
le colonne 2 e 8 abbiamo i valori di verita' (le condizioni di verita')
della disgiunzione (vel) e della congiunzione.
La tavola di verita' della colonna 2 vuol dire che "P v Q" e' vera
a condizione che sia vera una delle due proposizioni componenti;
La tavola di verita' della colonna 3 vuol dire che "P & Q" e' vera
a condizione che siano vere entrambe.
Sotto le colonne 5 e 8 si danno le tavole di verita' del condizionale
e del bicondizionale. Per definizione il condizionale (che si legge
"se...allora..."
oppure ".. solo se ...") "P ->Q" e' vero se l'antecedente ("P") e'
falso
o il conseguente ("Q") e' vero. In una parola e' falso solo nel caso in
cui l'antecedente sia vero e il conseguente falso.
Alcune proposizioni particolari vengono chiamate tautologie, altre dette contraddizioni.
Una tautologia è una proposizione sempre vera per
qualsiasi
assegnazione di valori di verità ai suoi componenti
( es."p v -p", "piove o non piove"). Vedi il
caso
della tabella 1.
Una contraddizione risulta invece sempre falsa qualunque valore
di verità venga assegnato ai suoi componenti
( es. "p & -p", "piove e non piove"). Vedi il caso
della tabella 16.
Questa terminologia e' stata inaugurata dal Tractatus di
Wittgenstein.
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Sino ad ora le proposizioni sono state considerate unitamente, senza
essere scomposte in soggetto, predicato, copula, etc.; in certi casi,
tuttavia,
le precedenti regole di formalizzazione non funzionano più.
Prendiamo
ad esempio il famoso sillogismo :
Consideriamo la proposizione Socrate è un uomo (=
Socrate
è umano);
"Socrate" è un terminesingolare,
"uomo" è un predicato.
Per termine singolare intendiamo un'espressione che
si
riferisce a un singolo individuo,
per predicato un'espressione che si riferisce a una
classe.
Useremo per i termini singolari le lettere minuscole dell'alfabeto, per i predicati le maiuscole. Esempi :
Alle lettere a, b, c, etc. (dette costanti individuali), si affiancano le lettere x, y, w, z, dette variabili individuali ; sostituendole alle prime si ottiene una
funzione proposizionale (Ux), un'espressione né vera né falsa (in attesa di specificare l'argomento).
Come formalizzare però le seguenti proposizioni ? :
Ed ecco le rispettive formalizzazioni:[La quantificazione universale esprime una proposizione vera se, e solo se, tutti i suoi casi di sostituzione sono veri ;
1) Vx Mx 2) Ex Bx 3) Vx (Ux -> Mx)
Esempi di proposizioni più complesse.
( Leggi : per ogni x esiste un y tale che se x è uomo e y è donna, allora x ama y ).
( Leggi : esiste un x, esiste un y non uguali, e per tutti gli x, per tutti gli y e per tutti gli z, o x= y, o x= z, o y= z ).
(a) Leggi: per tutti gli x esiste un y tale che, se x è uomo e y è donna, allora x ama y
(b) Ey Vx ( Ux & Dy) -> Axy ))
(b) Leggi: esiste un x tale che per tutti gli y, se x
è un uomo e y è una donna, allora x ama
y
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SUGGERIMENTI per
proseguire:
Vedi le lezioni
SSIS del prof. Dario Palladino (logica proposizionale e
sillogismo) nella sua pagina delle
dispense
Una breve discussione storica sulle origini del paradigma
classico in logica del pro. Carlo Penco