Curriculum «Antropologia e culture»

[didattica/filosofia] Caso raro nel panorama di rigida separazione disciplinare che caratterizza l’università e la ricerca, il curriculum «Antropologia e culture» coniuga le due anime dell’antropologia – quella biologica e quella culturale – al fine di presentare un panorama quanto più composito, plurale e articolato possibile del “fenomeno umano”. Intrecciando le due antropologie alla filosofia, alla storia e alle scienze umane, esso introduce gli studenti alle principali questioni del dibattito contemporaneo (universalismo vs. relativismo, questioni etiche, epistemologiche e ontologiche che si aprono nella compresenza di culture, aspetti geopolitici) preparandoli alla ricerca, all’insegnamento e all’inserimento nel mondo del lavoro, e in particolar modo a tutte quelle situazioni dove sono compresenti alterità culturali. I docenti del curriculum hanno ampia esperienza di ricerca, anche a livello internazionale; questo il loro elenco, con brevi presentazioni:

Marco Aime, antropologo culturale, ha condotto ricerche in Africa occidentale e nelle Alpi. Negli ultimi anni si è occupato di temi legati alla contemporaneità come la costruzione delle identità e le nuove forme di razzismo e xenofobia. È autore di libri e articoli scientifici. Contatto marco.aime@unige.it.

Bruno Barba, antropologo culturale, da oltre vent’anni studia il meticciato culturale e il sincretismo religioso del Brasile. Un altro campo di ricerca è il calcio – e lo sport in generale – come “fatto sociale totale”, fattore di educazione e modello identitario.

Angelo Campodonico ha introdotto circa vent’anni fa l’insegnamento di Antropologia filosofica e più recentemente di Filosofia dell’interculturalità nel corsi di Laurea in Filosofia della nostra Università, ha tenuto corsi anche in Università estere e ha pubblicato volumi e saggi su entrambe le tematiche.

Roberto Celada Ballanti, docente di Filosofia della religione. Si è occupato eminentemente, all’interno della filosofia moderna, della tradizione del pensiero religioso liberale, che dall’Umanesimo giunge fino all’età classica della filosofia della religione, ossia quella, compresa tra Aufklärung e Romantik, di Lessing, Kant, Schleiermacher. Ha inoltre studiato il problema della teodicea, anche nei suoi risvolti di teodicea sociale, e nel ruolo da essa rivestito nella strutturazione delle società pre-moderne.

Stefania Consigliere, filosofa e antropologa, si occupa dei modi in cui gli esseri umani sono prodotti dalle – e a loro volta producono le – culture cui appartengono. È autrice di oltre 150 pubblicazioni. Per maggiori informazioni, www.stefaniaconsigliere.it.

Valeria Ottonelli è stata visiting presso le università del Wisconsin-Madison, Iceland, Colorado e Adelaide. Attualmente insegna Filosofia politica nel triennio ed Etica pubblica nel biennio. Le sue ricerche vertono su due ambiti principali: la teoria normativa della democrazia e la teoria della giustizia nelle politiche dell’immigrazione.

Domenico Venturelli, filosofo. Allievo di Alberto Caracciolo. L’atteggiamento socratico, il rifiuto di ogni verità precostituita e l’esigenza di una comunicazione illimitata sono i tratti distintivi del suo insegnamento, fondamentalmente rivolto alla chiarificazione del carattere storico e sovra-storico dell’esistenza e all’orientamento etico e religioso degli individui in un mondo plurale. È autore di libri, saggi, articoli scientifici.

Elisabetta Villari ha introdotto l’insegnamento di Antropologia delle immagini a Genova nel 2004, è docente di Antropologia delle immagini del mondo greco e Storia e Antropologia del mondo classico, si è formata e ha collaborato con l’EHESS e il Centre Gernet, con INHA ed è stata visiting professor nel gruppo di Cultural Studies diretto da James Clifford già negli anni 1999 (UCSC). Per tutte le sue attività e pubblicazioni si veda il sito docente e http://antropologiadelleimmagini.wordpress.com